San Clemente a Casauria


Abbazia di San Clemente a Casauria
Abbazia di San Clemente a Casauria

“...a poco a poco da quel mai veduto accordo audace d'archi a tutto sesto, d'archi a ferro di cavallo, e da quelle sagome e da quei fregi varissimi degli archivolti, dai rombi, dalle losanghe, dalle palme, dalle rosette ricorrenti, dai fogliami sinuosi, dai mostri simbolici, da tutte le particolarità dell'opera, andavasi rivelando per gli occhi al mio spirito l'unica assoluta legge ritmica che le grandi masse e i piccoli ornati concordemente seguivano.”

Così D'Annunzio, meravigliato, descrive le decorazioni benedettine che ornano il porticato d' ingresso dell'Abbazia di San Clemente a Casauria.

La chiesa fu fondata nel 871 dall'Imperatore Ludovico II, pronipote di Carlo Magno, per attemperare a un voto in seguito a una grazia ricevuta. La motivazione religiosa andò di pari passo con quella strategica: il complesso religioso fu infatti edificato su un'isola fra due bracci del fiume Pescara vicino all'antico percorso del tratturo che da l'Aquila conduceva a Foggia.

San Clemente a Casauria, Castiglione a Casauria
San Michele Arcangelo

Presto la piccola comunità di frati si trasformò in un convento benedettino e assunse la denominazione di abbazia di San Clemente quando nel 872 vi furono traslate le spoglie del Santo.

Grazie ad oculate amministrazioni di abati e ricche donazioni, l'abbazia arrivò ad avere giurisdizione e proprietà su gran parte dell'Abruzzo.

Intorno all'anno 1000 il convento subì terremoti e devastazioni dovute a scorrerie saracene e normanne, tanto da dover essere ricostruito e restaurato varie volte. Raggiunse il suo massimo splendore con l'avvento di Leonate, nominato abate nel 1156 che contribuì a ricostruire sia il monastero che San Clemente con intenti grandiosi.

Nella lunetta del portale centrale troviamo rappresentato Leonate stesso che mostra a San Clemente il modello dell'abbazia e nell'architrave, come in un fumetto, è descritta la fondazione del monastero; interessante notare la differenza fra progetto iniziale mostrato nella lunetta e quello realizzato, visibile nell'architrave. Progetto che a noi è pervenuto ancora diverso: il maestoso rosone infatti , dopo crolli e distruzioni, è stato sostituito da quattro bifore.

Abbazia di San Clemente a Casauria
Abbazia di San Clemente a Casauria lunetta centrale

Varcare la soglia della porta centrale è come fare un salto nel misticismo medievale. Dalla penombra emerge l'imponente ambone, tribuna rialzata sulla quale dominano intrecci di tralci che escono dalla bocca di un drago e grandi fiori ad altissimo rilievo testimonianza della valenza artistica degli scalpellini dell’epoca qui chiamati da Leonate.

San Clemente a Casauria
San Clemente a Casauria, interno

Tali pulpiti furono una peculiarità abruzzese che precorse di secoli il loro utilizzo nell'arte religiosa in Italia.

Di fronte l'ambone si staglia solitario l’alto candelabro per il cero pasquale, la cui base, con teste di leone agli spigoli, sembra provenisse da un non distante tempio pagano.

Subito dietro, appoggiato al muro della navata di sinistra, un sarcofago di vescovo.

L'altare, posto sull'alto presbiterio, è costituito da una tomba paleocristiana all'interno della quale fu celato il reliquario che aveva contenuto i resti di San Clemente. Il quattrocentesco ciborio che sovrasta l'altare riccamente scolpito con scene della Bibbia e dei Vangeli, ha sostituito quello originale andato distrutto.

L'abbazia fu ingiuriata più volte sia a causa delle incurie dei secoli che di terremoti, compreso l'ultimo del 2009. Fu distrutta da Longobardi, Normanni, Saraceni e truppe napoleoniche. Ciononostante essa è sempre risorta dalle sue macerie a testimoniare la dedizione a lei riservata da uomini giusti. 

Per approfondire va consultato il bel sito della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell'Abruzzo - L'Aquila:

http://www.sanclementeacasauria.beniculturali.it

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