Fontecchio

Fontecchio, Torre dell'Orologio. Abruzzo aquilano
Fontecchio, Torre dell'Orologio

Risalendo la Statale 261 Subequana verso L'Aquila, poco prima che l'incassata valle del fiume Aterno si apre alla piana dell'Aquila, la strada si riduce a uno stretto vicolo e il traffico è regolato da un semaforo visto che c'è spazio per un solo senso di marcia alla volta. È così che ci si ritrova nell'abitato di Fontecchio, l'antica Fonticolum del popolo dei Vestini, arroccata su un promontorio al confine con il territorio dei Peligni Superaequum. Molti ritrovamenti archeologici testimoniano l'importanza di questo insediamento  organizzato, anche in epoca romana, come un vero e proprio “Castrum”. 

Fontecchio, Torre dell'Orologio e la Porta dei Santi. Provincia de L?Aquila
Fontecchio, Torre dell'Orologio e la Porta dei Santi

Nel 1425 i castelli che avevano costituito la città dell'Aquila furono presi d'assedio dal famoso soldato di ventura Braccio da Montone, è così che Fontecchio entrò a far parte della grande storia d'Abruzzo.

A differenza degli altri castelli del circondario Fontecchio resistette all'assedio e , anzi, con la guida del locale Rosso Guelfaglione attaccò e respinse le truppe mercenarie.

Avventurandosi nel borgo quasi ovunque sono visibili architetture a testimoniare l'antica origine di borgo fortificato: resti di mura, torri d'avvistamento, porte di accesso. La Porta del Castello è la principale e da qui si accede al borgo fortificato Dopo un breve rampa si raggiunge la seconda cinta muraria con la Porta dei Santi sovrastata dal possente torrione quadrangolare, elemento importante del sistema difensivo. La torre culmina con eleganti beccatelli che sorreggono caditoie sporgenti ed è impreziosita da un orologio fra i più antichi d'Italia. 

Il quadrante è suddiviso in quarti da sei ore ciascuno e un'unica lancetta scandisce il tempo. L'interessante meccanismo è mosso da contrappesi azionati a mano da un incaricato che , ancora oggi, provvede a riportare in alto i contrappesi con un argano. L'orologio lancia 50 rintocchi ogni sera a ricordare uno dei momenti storici che è diventato simbolo e tradizione di Fontecchio.

In conseguenza dei violenti moti popolari scoppiati nel Regno delle Due Sicilie nel 1647 il Castello fu assediato dalle truppe spagnole.

Ormai allo stremo delle forze, Fontecchio fu liberata dal coraggio della marchesa Corvi che, con una spingarda, colpì a morte il comandante spagnolo sparando dal suo palazzo.

Fontecchio, fontana trecentesca ed edicola. Borgo d'Abruzzo
Fontecchio, fontana trecentesca ed edicola

In questi giorni tutto il centro storico è oggetto di pesanti restauri a causa del terremoto del 2009 compreso il palazzo fortificato della famiglia Corvi , costruito nel XV secolo ancora oggi mostra ingegnose accortezze difensive, come le alte mura merlate, i cortili interni, la distribuzione degli spazi.

Appena fuori della cinta muraria nella Piazza del Popolo c'è il vero monumento simbolo di Fontecchio: la fontana civica trecentesca. La vasca, di fine fattura, è formata da 14 facce di lastre di pietra alternate da colonnine semi cilindriche, dal centro si innalza una colonnina cilindrica con mascheroni che erogano l'acqua e che culmina con una piccola edicola gotica composta da archetti.

Parte integrante del complesso è lo spazio circostante la fontana che contribuisce a esaltare l'aspetto dell'insieme. Una edicola votiva conserva una affresco con Madonna con Bambino, detta Madonna dell'Uccellino, con Santi e Angeli adoranti. L'edicola sovrasta la prima delle 5 vasche collegate fra loro.

Poco distante da Fontecchio è da visitare la frazione di San Pio. Il borgo è un fermento di lavori di recupero delle architetture spontanee medioevali danneggiate dal terremoto del 2009; dove i lavori sono conclusi è possibile ammirare i suggestivi scorci in pietra riportati all'aspetto originale. Nella piazza della frazione è da ammirare un abbeveratoio medioevale con doppia vasca.

Fontecchio, frazione di San Pio. Valle dell'Aterno
Fontecchio, frazione di San Pio

Non lontano dall'abitato di San Pio vi è il convento di San Francesco la cui fondazione risale al XIII sec. Inizialmente accanto sorgeva la chiesetta di S. Agnese poi restaurata, ampliata e intitolata a San Francesco. Nella facciata principale fa bella mostra di sé il grande portale con colonne e capitelli decorati a fogliame.

L'interno presenta una unica navata con numerosi resti di affreschi trecenteschi. Il chiostro del convento presenta elementi medioevali che lo fanno risalire alla fine del XII secolo.

L'importante complesso monastico fu abitato fino alla soppressione napoleonica degli ordini religiosi, oggi è occupato da un grande ristorante e chiostro e chiesa sono usati per banchetti e cerimonie. Il ristoratore molto gentilmente mi ha permesso di visitare la chiesa per ammirare e fotografare gli affreschi ed ho avuto la sensazione che fossero in buone mani al contrario di troppi luoghi simili in Abruzzo.

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