Gole del Garrafo

Compreso nei confini del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga c'è un posto unico e misterioso che potrebbe essere benissimo una location dove ambientare una nuova avventura di Indiana Jones alla ricerca di un tesoro sepolto... forse nel “Mulino dei Templari”?

Gole del Garrafo
Gole del Garrafo

Il luogo si trova nella parte marchigiana dei Monti della Laga, nei pressi di Acquasanta Terme, dove antiche forze tettoniche hanno fratturato, anche nei sedimenti più profondi, gli strati di marne e arenarie fino a interessare i banchi basali di calcare, creando così una faglia  spettacolare che ha dato origine alle Gole del Garrafo.

Gole del Garrafo
Gole del Garrafo

Per raggiungere Acquasanta Terme abbiamo percorso la A14 fino all'uscita di Martinsicuro per immetterci sulla Salaria in direzione Roma. Poco dopo aver superato Ascoli Piceno si raggiunge la cittadina famosa per le sue terme frequentate dagli antichi romani. 

Appena superate le ultime case, abbiamo svoltato a un bivio a sinistra con indicazioni per i villaggi di Matera e Vallecchia. Poco prima di superare un ponte romano che attraversa il torrente Garrafo, abbiamo di nuovo girato a a sinistra su una strada sterrata da percorrere fino all'inizio del sentiero. Percorsi poco meno di un chilometro raggiungiamo una villetta a sinistra, di fronte al cancello di ingresso c'è uno slargo dove lasciare la macchina.

Qui comincia il sentiero e… l'avventura.

 

Gole del Garrafo
Rio Garrafo

Dopo aver superato due ponticelli di legno siamo saliti di poco in alto sul torrente, al successivo bivio abbiamo preso a sinistra per scendere nel Garrafo aiutati da una corda per superare un tratto molto scosceso e scivoloso.

Gole del Garrafo
Rio Garrafo

Abbiamo effettuato il primo guado portandoci sulla riva destra saltellando sui massi sporgenti e mantenendoci in equilibrio con l'aiuto di un solido bastone, naturalmente la portata del fiume è molto variabile a seconda della stagione e può succedere che sia inevitabile mettere i piedi in acqua.

Gole del Garrafo
Gole del Garrafo, passaggio con ferrata
Gole del Garrafo
Gole del Garrafo, guado

Proseguendo nell'alveo a vista il percorso si fa subito più interessante. perché si prosegue su strette cenge fra uno strato sedimentario e l'altro aiutati da una corda d'acciaio fissato alle rocce. Il sentiero si snoda sui due versanti e a volte si guada il Garrafo sospendendosi su cavi stesi fra le due rive, si prosegue anche con l'aiuto di una scala in acciaio senza la quale non si potrebbe superare un alto costone viscido.

Sotto le pareti di scaglia rosea o cinerea, marne e arenarie, si è sviluppato un intrigato sistema di faglie nel basamento calcareo, generando cavità che  intercettano le falde acquifere più profonde calde e ricche di solfuri. Queste vanno ad alimentare le terme di Acquasanta più a valle.

Nella gola si aprono diverse grotte, molte ancora non esplorate, con laghetti e cascatelle di acqua calda. Conviene non avventurarsi all'interno se non si è esperti di speleologia e convenientemente attrezzati, l'atmosfera all'interno potrebbe anche essere satura di acido solfidrico o ossidi di carbonio letali.

Gole del Garrafo
Gole del Garrafo, Grotta Fredda

Per visitare le grotte è necessario farsi accompagnare da esperti speleologi della “Associazione Speleologica Acquasantana” che, oltre a guide esperte, forniscono le attrezzature idonee per escursioni speleologiche.

Quando le pareti si ergono alte e scoscese e l'acqua diventa profonda, il sentiero si inerpica in alto e attraversa prati ripidi dove è facile scivolare e precipitare rovinosamente nella gola.

Gole del Garrafo
Gole del Garrafo. Vecchio mulino di Gaglierto

È indispensabile essere sempre attenti e concentrati, assicurasi che i sassi non siano eccessivamente viscidi e magari preferire procedere nell'acqua, cosa che va messo in conto: prima o poi ci si bagna i piedi.

Noi abbiamo concluso l'escursione di circa un paio di chilometri al vecchio mulino di Gaglierto, niente tesori dei templari! Il villaggio, ormai inglobato nella vegetazione esuberante, fu abbandonato negli anni 50 dagli abitanti che emigrarono in Canada in cerca di una vita migliore.

Siamo ritornati sullo stesso percorso dell'andata mantenendo la stessa concentrazione per evitare incidenti disastrosi.

Per chi, come noi, è ammalato di fotografia consigliamo di mettere nello zaino una ottica grandangolare e un treppiedi visto che nella stretta gola la luce penetra a fatica.

Gole del Garrafo
Rio Garrafo

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